Per Temporary Management si intende l’affidamento della gestione di un’impresa o di una sua parte a manager altamente qualificati e motivati, al fine di garantire continuità all’organizzazione, accrescendone le competenze manageriali già esistenti, e risolvendone al contempo alcuni momenti critici, sia negativi(tagli, riassestamento economico e finanziario) che positivi (crescita, sviluppo di nuovi business). Per il successo di un intervento è fondamentale che al temporary managervengano fornite tutte le opportune leve (soprattutto poteri e deleghe, laddove necessario).
Il Temporary Management rappresenta di fatto una terza via, accanto alla consulenza e alla dirigenza tradizionale, attraverso la quale l’azienda può dotarsi di risorse finalizzate a migliorare performance e capacità di gestione.
Molto spesso, per accelerare la presa di contatto con il problema e il disegno della soluzione, i manager cui si fa ricorso sono sovraqualificati rispetto all’incarico: es. per la risoluzione di un problema nell’area commerciale, si inserisce un manager di estrazione commerciale, ma con l’esperienza di Direttore Generale. - Ripreso da Wikipedia
Non è consulenza. Il Tman consiglia, gestisce ed esegue, il consulente consiglia: questa in sintesi la distinzione. Il Temporary Management non è alternativo alla consulenza, è semplicemente una professione diversa, che richiede a sua volta attitudini, motivazioni e competenze diverse da quelle normalmente identificabili in un consulente. Spesso, un intervento di Temporary Management segue un intervento di consulenza, svolto da altri, nel quale sono state identificate e definite una serie di azioni da intraprendere: il Temporary manager è colui che implementa quanto suggerito dal consulente, il quale a sua volta lo può affiancare; in alcuni casi, l’intervento stesso di Temporary Management viene preceduto da un intervento di tipo consulenziale da parte della società di TM, finalizzato ad identificare le leve critiche su cui l’intervento stesso dovrebbe operare.
Non è mestiere solo per manager in fine di carriera. Dalle esperienze europee (Francia, Germania, Inghilterra) emerge un trend di progressiva diminuzione dell’età di coloro che valutano seriamente il Temporary Management come una possibile opzione professionale.
Per quanto riguarda l’Italia, già oggi molti giovani manager di successo, nella fascia d’età 30-35 anni, mostrano reale interesse per questo tipo di professione, mentre su progetti di un certo respiro temporale (2-3 anni) operano già manager di circa 40 anni.
Non è professione per tutti imanager. Essere stato un manager di successo è condizione necessaria, ma non sufficiente per diventare un buon temporary.manager È un problema di competenze specifiche, ma anche di caratteristiche psicologiche e personali, non ultima la capacità di gestione dello stress.